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Cevola
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mweaCevola è una mweqfrazione del comune di mwegFelino, in mwewprovincia di Parma.

La località dista 5,5mwfq km dal capoluogo.cite-ref-dall-aglio-386-1-0[1]

Contents

Storia
Note

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Geografia fisica

La frazione, costituita da alcuni gruppi sparsi di case, sorge in media alla quota di 338mwhq m mwhgs.l.m. sui primi rilievi mwhwappenninici a sud di Felino, sul versante destro della mwiaVal Baganza; è lambita a meridione dal rio Sant'Ilario, che la divide dai centri di mwiqPoggio di Sant'Ilario Baganza e mwigSant'Ilario Baganza.cite-ref-dall-aglio-386-1-1[1]cite-ref-molossi-2-0[2]

Origini del nome

La località era nota in epoca medievale come mwlqDe Celolis, mwlgDe Ceulis, mwlwCeula, mwmaCellola e mwmqCellula de la viride.cite-ref-dall-aglio-386-1-2[1]

Storia

Il centro abitato fu fondato in epoca mwoaaltomedievale; la più antica testimonianza della sua esistenza risale al 10 ottobre 999, quando fu citato in un atto notarile.cite-ref-dall-aglio-386-1-3[1]

Il borgo di mwpgCellole fu nominato il 4 luglio 1028, nel rogito di vendita di numerose terre del Parmense da parte di Ildegarda, figlia di Oddone il Salico, alla mwpwchiesa di San Pietro di mwqaParma.cite-ref-dall-aglio-386-1-4[1]

La zona dipendeva all'epoca dal mwrgcastello di Monte Palero, edificato nel 1196 dai marchesi mwrwPallavicino sui resti di un fortilizio mwsabizantino assegnato nel 1189 dall'mwsqimperatore del Sacro Romano Impero mwsgFederico Barbarossa al marchese Oberto I.cite-ref-3[3]cite-ref-pezzana-4-0[4]

Nel 1348, in seguito alla morte del marchese Manfredino Pallavicino, il feudo, comprendente i centri di Cevola, mwvaSant'Ilario e Ceretolo, fu ereditato dal figlio Donnino, unitamente ai castelli di mwvqRavarano, mwvgParola e mwvwZibello, oltre a tutte le terre annesse.cite-ref-pezzana-4-1[4]

Nel 1405, in seguito alla conquista del mwxqcastello rossiano di Pariano da parte di mwxgGiacomo e mwxwOttobuono de' Terzi, il vescovo mwyaGiacomo de' Rossi, già feudatario della vicina mwyqNeviano, occupò con le sue truppe Monte Palero, ove fece ricostruire una fortificazione difensiva, detta "Castel Palerio".cite-ref-5[5] I territori di Cevola e Sant'Ilario Baganza furono posti sotto la giurisdizione del mwzgcastello di Felino.cite-ref-6[6]

Nel 1482 ebbe inizio la rovinosa mwbaguerra dei Rossi, al cui termine il feudo di Felino, insieme a quelli di mwbqTorrechiara e mwbgSan Secondo, fu assegnato a Leone Sforza, figlio minore di mwbwLudovico il Moro, che ne divenne amministratore.cite-ref-7[7] Alla morte del giovane, avvenuta nel 1496, le rendite dei tre feudi passarono, per qualche tempo, alla duchessa mwdaBeatrice d'Este, moglie di Ludovico.cite-ref-8[8]

In seguito alla conquista del mwegducato di Milano da parte dei mwewfrancesi nel 1499, il re mwfaLuigi XII assegnò Felino e Torrechiara al maresciallo mwfqPietro di Rohan, signore di Giè,cite-ref-9[9] che nel 1502 li alienò al marchese mwggGaleazzo I Pallavicino di mwgwBusseto.cite-ref-10[10] Nel 1545 la contessa di mwiaSanta Fiora mwiqCostanza Farnese acconsentì al matrimonio tra il figlio mwigSforza I Sforza e la marchesa mwiwLuisa Pallavicino, che portò in dote, tra gli altri, i feudi di Torrechiaracite-ref-11[11] e Felino.cite-ref-12[12] Nel 1600 il cardinale mwlaFrancesco Sforza alienò il feudo di Felino al conte Cosimo Masi, il cui figlio Giovan Battista nel 1612 fu arrestato e giustiziato, insieme a numerosi altri nobili del Parmense, con l'accusa di aver partecipato alla presunta congiura dei feudatari ai danni del mwlqduca di Parma mwlgRanuccio I Farnese, che confiscò tutti i loro beni.cite-ref-dall-aglio-462-13-0[13]

Nel 1632 mwnaOdoardo I nominò conte di Felino il generale Girolamo Rho; alla sua morte, nel 1645 il Duca investì dei diritti sul feudo il ministro Giacomo Gaufridi, marchese di mwnqCastelguelfo, che li mantenne fino alla sua condanna a morte decretata da mwngRanuccio II Farnese nel 1650. Il Duca assegnò quindi il marchesato al segretario di Stato Pier Giorgio Lampugnani; alla scomparsa, nel 1762, dell'ultimo dei mwnwLampugnani, Camillo, Felino ritornò alla Camera ducale. Ultimo feudatario fu dal 1763 al 1774 il primo ministro ducale mwoaGuillaume du Tillot.cite-ref-dall-aglio-462-13-1[13]

In seguito all'abolizione mwpgnapoleonica dei diritti feudali del 1805, Cevola fu aggregata al comune (o mwpwmairie) di mwqaFelino.cite-ref-molossi-2-1[2]

Monumenti e luoghi d'interesse

Chiesa di San Giacomo

Costruita originariamente nel mwugXIII secolo, la cappella, riedificata agli inizi del mwuwXIV, fu sostituita nel 1564 da un nuovo luogo di culto a quota inferiore rispetto al precedente; elevata a sede parrocchiale autonoma nel 1564, la chiesa fu parzialmente modificata nel mwvaXVII secolo in stile mwvqbarocco; affiancata da un campanile stabile nel 1968, fu restaurata e rinforzata sismicamente tra il 2010 e il 2012. Il piccolo edificio, sviluppato su impianto a navata unica, presenta una simmetrica mwvgfacciata a capanna intonacata, delimitata da due mwvwlesene a sostegno del mwwafrontone triangolare di coronamento; all'interno l'mwwqaula è coperta da una mwwgvolta a botte ribassata.cite-ref-14[14]cite-ref-15[15]cite-ref-16[16]

Note

cite-note-dall-aglio-386-11. mw3qmw3gDall'Aglio,mw3w p. 386.
cite-note-molossi-22. mw5qmw5gMolossi,mw5w p. 87.
cite-note-33. mw6wmw7amw7qMonte Palero, su mw7ggeo.regione.emilia-romagna.it. mw7wURL consultato il 4 ottobre 2025 mw8a(archiviato dall'mw8qurl originale il 7 gennaio 2017).
cite-note-pezzana-44. mw9wmw-aPezzana, 1837,mw-q pp. 14-15.
cite-note-55. mw-qmw-gPezzana, 1842,mw-w p. 83.
cite-note-66. mwaqmmwaqqArcangeli, Gentile,mwaqu p. 51.
cite-note-77. mwaqkmwaqoArcangeli, Gentile,mwaqs p. 253.
cite-note-88. mwaq8mwaraMalaguzzi Valeri,mware p. 381.
cite-note-99. mwarumwaryArcangeli, Gentile,mwarc pp. 267-269.
cite-note-1010. mwarsmwarwAngeli,mwar0 p. 471.
cite-note-1111. mwasemwasimwasmCastello Torrechiara, su mwasqgeo.regione.emilia-romagna.it. mwasuURL consultato il 5 ottobre 2025 mwasy(archiviato dall'mwascurl originale il 31 marzo 2017).
cite-note-1212. mwassmwaswmwas0Castello Felino, su mwas4geo.regione.emilia-romagna.it. mwas8URL consultato il 5 ottobre 2025 mwata(archiviato dall'mwateurl originale il 31 marzo 2017).
cite-note-dall-aglio-462-1313. mwatcmwatgDall'Aglio,mwatk p. 462.
cite-note-1414. mwat0mwat4Dall'Aglio,mwat8 p. 387.
cite-note-1515. mwaummwauqCirillo, Godi,mwauu p. 303.
cite-note-1616. mwaukmwauomwausChiesa di San Giacomo "Cevola, Felino", su mwauwLe chiese delle diocesi italiane, Conferenza Episcopale Italiana. mwau0URL consultato il 3 ottobre 2025.

Bibliografia

• citerefangeliBonaventura Angeli, La historia della città di Parma, et la descrittione del fiume Parma, Parma, appresso Erasmo Viotto, 1591.
• citerefarcangeli-gentileLetizia Arcangeli, Marco Gentile, Le signorie dei Rossi di Parma tra XIV e XVI secolo, Firenze, Firenze University Press, 2007, ISBN 978-88-8453-683-9.
• citerefcirillo-godiGiuseppe Cirillo, Giovanni Godi, Guida artistica del Parmense, II, Parma, Artegrafica Silva, 1986.
• citerefdall-aglioItalo Dall'Aglio, La Diocesi di Parma, I Volume, Parma, Scuola Tipografica Benedettina, 1966.
• citerefmalaguzzi-valeriFrancesco Malaguzzi Valeri, La corte di Lodovico il Moro: la vita privata e l'arte a Milano nella seconda metà del Quattrocento, vol. 1, Milano, Hoepli, 1913.
• citerefmolossiLorenzo Molossi, Vocabolario topografico dei Ducati di Parma Piacenza e Guastalla, Parma, Tipografia Ducale, 1832-1834.
• citerefpezzana-1837Angelo Pezzana, Storia della città di Parma, Tomo primo, Parma, Ducale Tipografia, 1837.
• citerefpezzana-1842Angelo Pezzana, Storia della città di Parma, Tomo secondo, Parma, Ducale Tipografia, 1842.

Voci correlate
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